Punto di Accesso (PDA): come entrare nel Tribunale ‘virtuale’?

 Esaminiamo l’infrastruttura informatica a ciò preposta, la cui architettura prevede che gli utenti esterni agli uffici giudiziari (come un avvocato, un CTU o le stesse parti in causa) possano interagire con un soggetto interno (un cancelliere o un magistrato) attraverso il Dominio Giustizia (SICI – Sistema Informativo Civile) previa autenticazione, affinché l’accesso a tale dominio sia consentito ai soli soggetti che ne hanno titolo e con modalità sicure. La porta di ingresso al Dominio Giustizia è costituita dai cosiddetti Punti di Accesso, servizi Internet che hanno il compito di accertare l’identità del soggetto che si collega e di verificare che sia realmente abilitato ad accedere e di stabilire una connessione sicura con il Dominio Giustizia sempre nel pieno rispetto delle regole ministeriali.
Che cosa è un Punto di Accesso? Il Punto di Accesso è un servizio accessibile via web il cui scopo principale è quello di accertare l’identità dell’utente e di verificare che questi sia realmente abilitato ad accedere alle funzionalità messe a disposizione dal Processo Telematico. L’autenticazione che ogni PDA compie avviene mediante la lettura del certificato di autenticazione contenuto nella Smart card del soggetto esterno, che deve essere conforme con il profilo previsto per la CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Di norma, il certificato di autenticazione è contenuto nella stessa Smart card che ospita anche il certificato di firma digitale. Oltre a svolgere questi compiti, ogni PDA mette a disposizione dei propri iscritti la possibilità di consultare i registri delle cancellerie di Civile, Lavoro e delle Esecuzioni (cosiddetto Polisweb PCT). La consultazione avviene per tutti i PDA direttamente sulle banche dati delle cancellerie, tramite web services standard pubblicati (verso gli utenti abilitati) dal SICI. C'è chi pensa che esistano punti PDA ufficiali e PDA privati. In realtà tutti i PDA sono gestiti da operatori privati, compresi quelli offerti dagli ordini, che sono gestiti esternamente in appalto, in concorrenza tra loro. Tutti hanno accesso, come visto sopra, alle informazioni ufficiali rese a tutti gli operatori in maniera paritaria. Gli ordini però possono offrire i propri servizi soltanto ai propri iscritti, senza chiedere il pagamento di una quota mentre gli altri operatori privati(compresi quelli che gestiscono i PDA degli ordini degli avvocati) possono offrirli a tutti gli aventi diritto. Sebbene le informazioni veicolate dal Polisweb siano le stesse per tutti i Punti di Accesso (provengono, infatti, per tutti i PDA dal sistema informatico dell'Amministrazione della Giustizia), non è vero che tutti i Punti di Accesso offrano le medesime funzionalità. Vi sono, infatti, differenze sostanziali nella leggibilità delle informazioni proposte, nelle maschere di ricerca che l'utente utilizza per trovare le informazioni e anche nella completezza dei dati visualizzati.
Il Punto di accesso Giuffrè. Giuffrè Editore è iscritto all’elenco dei PDA accreditati dal Ministero della Giustizia. Tramite Cliens Punto d'Accesso, è possibile avere un accesso agevole e sicuro al PCT, grazie a un’interfaccia e una procedura d’iscrizione semplificate. Quando disponibile, ogni fascicolo visualizza anche la data di prossima udienza, mentre le righe dell'agenda e delle scadenze (che
riporterebbero il solo numero di ruolo del fascicolo a cui si riferiscono) vengono completate con le anagrafiche delle parti. Sono inoltre rese disponibili le informazioni sulle sessioni precedenti e sui certificati usati per accedere al proprio account. Alle funzionalità di base legate alla consultazione dei dati del Polisweb PCT, il PDA Cliens aggiunge altre due funzioni davvero utili, soprattutto per gli studi legali in cui lavorano più avvocati.
I messaggi della PEC in replica. Il PDA Cliens può accogliere una copia dei messaggi inviati dal sistema informatico delle cancellerie sulla PEC personale dell'avvocato e proporre le informazioni provenienti dalle cancellerie in modo più leggibile di quanto non avviene accedendo direttamente alla casella di posta elettronica certificata. Ad ogni invio telematico corrispondono fino a quattro ricevute. Ad esse si devono aggiungere i biglietti e le notifiche delle cancellerie che si andranno a mescolare, all'interno della casella PEC dell'avvocato, agli altri messaggi inviati da mittenti diversi dalle cancellerie. I messaggi recapitati, poi, sono spesso inclusi in allegati, per cui la lettura delle informazioni può diventare davvero disagevole (e potrebbe accadere che, nella fretta, a seguito di una serie cospicua di depositi effettuati nello stesso istante, sfugga un esito dei controlli automatici non andato a buon fine, con la conseguente perdita del
termine). Per ovviare a questo problema, il PDA Cliens dispone della possibilità di accettare in replica i soli messaggi inviati dalle cancellerie al proprio indirizzo PEC e di visualizzarli in modo estremamente più leggibile, diminuendo così il rischio che possano sfuggire notifiche, comunicazioni o esiti negativi dei propri depositi.
La delega alla segretaria. L'avvocato, se desidera assegnare alla propria segretaria (o a un collaboratore) il compito di leggere le informazioni dei fascicoli sul Polisweb, è costretto a consegnare alla segretaria il suo dispositivo di firma digitale. Questa soluzione ha molti aspetti problematici: l'avvocato consegna la propria firma nelle mani di un'altra persona e comunque perde il controllo su un
dispositivo che consente a chiunque ne venga in possesso di firmare qualsiasi cosa a suo nome. Inoltre, mentre il dispositivo viene utilizzato dalla segretaria, non può contestualmente essere usato dall'avvocato e, se ci sono più avvocati nello studio e tutti desiderano che la segretaria acceda ai propri dati sul Polisweb, la segretaria è costretta a gestire i dispositivi di firma digitale di tutti gli avvocati.
Cliens Punto d’Accesso ha ideato una soluzione che mette al sicuro l'avvocato da utilizzi non desiderati della propria firma digitale. Acquistando un dispositivo di autenticazione e firma a nome della segretaria, oppure delegando un collaboratore in possesso di un proprio dispositivo (ad esempio un praticante abilitato o un avvocato) è possibile delegare il possessore di quel dispositivo alla lettura dei dati del Polisweb e dei messaggi recapitati sulla PEC e mantenuti in replica sul PDA. In questo modo, la segretaria potrà accedere al Punto di Accesso utilizzando la propria chiavetta USB e, mediante questa, leggere i fascicoli di tutti gli avvocati dello studio che la avranno delegata, senza dover utilizzare i dispositivi degli avvocati stessi.