Tutto ciò che volevate sapere e non avete osato chiedere...ma qualcun'altro sì.

Rispondiamo ad alcune domande pervenute sul funzionamento del Processo Civile Telematico, che riteniamo possano essere di interesse generale.
Gli atti e i provvedimenti veicolati dal Polisweb PCT possono sostituire le copie conformi autentiche?
No, gli atti e i provvedimenti veicolati dal PCT sono da considerarsi copie semplici e non copie autentiche. Non fa differenza che siano trasmesse tramite la notifica via PEC o che siano scaricati dal Punto Di Accesso (PDA). Non cambia nulla in proposito rispetto alla notifica di cancelleria cartacea, di cui l'invio tramite PEC ha gli stessi effetti, e dunque unicamente valenza interna. Si può richiedere una copia autentica tramite l'apposita funzione del PCT. Anche in tal caso vanno pagati i diritti, come con il corrispondente cartaceo. La gestione dei pagamenti avviene anch'essa all'interno del PDA, ma occorre abilitare tale funzione e dotarsi di uno strumento di pagamento accettato dal sistema, tramite un Prestatore dei Servizi di Pagamento. Giuffrè sta predisponendo tale servizio aggiuntivo, ma vi sono ancora incertezze sulla normativa tecnica che riguardano il sistema dei pagamenti.
Come può un avvocato “non telematico” (privo diautenticazione per l’accesso al Polisweb) consultare il deposito telematico
della controparte? Deve chiederne copia in cancelleria?

Qualunque Avvocato abbia una smartcard, abbia indicato la propria PEC all'Ordine ed abbia ricevuto la conferma, è in grado di interagire completamente col processo civile telematico. Non è più necessaria l'abilitazione. L'Avvocato che non abbia comunicato la PEC riceverà le comunicazioni in Cancelleria. Ma anche senza la PEC potrà sempre collegarsi a un PDA, consultare la pratica relativa e scaricare il documento depositato telematicamente. Se l'Avvocato non ha neppure la smartcard, può recarsi in cancelleria e ottenere la sua copia dell'atto notificato.
E’ lecito che le memorie depositate siano visibili dal cancelliere e dalla controparte al momento dell’accettazione anche prima della scadenza dei termini?
Il Cancelliere deve controllare la regolarità del deposito che non sia stato già scartato dal sistema, per verificare se l'atto è dotato di tutti i requisiti formali e sostanziali per i deposito. Tale azione non può che essere effettuata al momento del deposito. Anzi, proprio per
dare certezza che il deposito sia regolare, il visto deve essere apposto il prima possibile. Abbiamo in proposito già segnalato l'opportunità di non attendere l'ultimo minuto per effettuare i depositi, ma di lasciare il tempo tecnico perché si abbia la certezza che il deposito si compia e nei termini.Dal momento in cui l'atto è legalmente depositato, esso è visibile alla controparte esattamente come avviene con il deposito cartaceo.
La notifica di un provvedimento tipo ordinanza ex art 700 c.p.c. effettuata tramite PEC pervenuta dopo le ore 21 va considerata effettuata il giorno successivo?
In pratica, come si coordina la notificazione dei provvedimenti a mezzo PEC con il 147 c.p.c.? La questione è rilevante ove dalla notifica decorra il termine per il reclamo. La normativa sui tempi degli atti prevista dalle norme tecniche sul PCT riguarda soltanto il deposito degli atti della parte nella Cancelleria del Tribunale. Si tratta di una disposizione che ricalca l'attuale organizzazione degli uffici e degli orari d'apertura della Cancelleria. Solo in questo caso esiste una previsione, sia pure di rango regolamentare, che dice qual è la data di deposito quando questo viene effettuato al di fuori dell'orario di “apertura”.Per le notifiche il discorso è diverso. Nel caso ipotizzato si tratta di una notifica (o comunicazione) del Cancelliere, e non vi è una norma tecnica che lo disciplini. Dunque esse possono essere effettuate in ogni tempo, dunque anche in piena notte. Si tratta pur sempre di una notifica, per cui la norma applicabile è l'art. 147 c.p.c. segnalato. La mancata osservanza degli orari per la notifica appare una causa di nullità sanabile ex art. 156 c.p.c., in quanto l'atto raggiunge lo scopo di informare il notificato rendendodefinitivamente disponibile al destinatario l'atto notificato nella sua casella PEC. Però verosimilmente lo fa alla data successiva in cui la notifica poteva essere effettuata dunque dalle ore 7 del primo giorno feriale successivo.Potrebbe invece essere rilevante il giorno di effettuazione della notifica per il notificante, ad esempio nel caso in cui la notifica venga effettuata dall'avvocato direttamente (artt. 3 e 4, L. 21 gennaio 1994 n. 53). In questo caso ha rilievo non quando l'atto è stato ricevuto, ma quando è stato inviato. Pertanto se un atto viene notificato alle 20:59:30 e ricevuto alle 21:00:10 (data della ricevuta del sistema di posta elettronica del destinatario), la data della notifica è quella della spedizione per l'Avvocato notificante, mentre è il giorno successivo per il destinatario.Tale possibilità esiste, ai sensi dell'art. 140, comma IV, c.p.c., anche per lo scambio di memorie tra avvocati costituiti (art. 18 delle Regole Tecniche), per il quale non vale il vincolo d'orario sino alle ore 14, previsto per lo scambio mediante deposito. Questa potrebbe essere una scappatoia in caso di problemi di invio o di ritardo, consentendo in questa modalità sette ore in più rispetto al deposito in Cancelleria.
Cosa succede se mi dimentico di allegare un documento che ho prodotto indicandolo nell'elenco documenti dell'atto depositato?
Il documento non è ritualmente offerto in comunicazione se non viene allegato. Le norme tecniche non prevedono invii multipli, ma è da considerarsi che tale possibilità esista, visto che il limite della singola busta è tutto sommato limitato (30 megabyte). Per cui appare possibile allegare il documento la cui produzione materiale sia stata omessa in un secondo invio, purché ciò avvenga nei termini, possibilmente con una nota di deposito successivo in cui si indichino le ragioni per il secondo invio, mentre non è consigliabile riallegare l'atto originale.Ogni questione circa la tempestività della produzione o la decadenza, tuttavia, dovrà essere risolta dal Giudice. In caso di rifiuto da parte del Cancelliere di includere ilcontenuto del secondo invio nel fascicolo, dunque, la parte avrà comunque unaprova dell'invio effettuato e in caso di rifiuto ingiustificato potrà essere rimessa in termini e il documento rifiutato potrà essere inserito nel fascicolo.